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Davide Picchi, Area Manager Italia Prod@Eye

Oggi parliamo della comodità assoluta dell’avere Prod@eye montato su una macchina/linea automatica.

Vi spiego come funziona il Prod@eye: Prod@eye è formato da una unità centrale che è collegata a un numero variabile di telecamere da 4 a 16, a seconda del modello .

Le videocamere vanno posizionate in modo che inquadrino le zone dove avete il maggior numero di fermi macchina.

Dopo averle posizionate, le videocamere vanno collegate agli allarmi macchina e qui nasce la prima domanda: come posso collegare gli allarmi macchina alle videocamere? Come ne avete voglia voi: tutte le videocamere con un solo allarme o tutti gli allarmi con una sola videocamere, in mezzo a questi due estremi fate quello che volete, ne potete collegare 3 a un allarme 4 a un altro, altre 8 a 8 allarmi diversi e l’ultima a 4 allarmi contemporaneamente, ossia come volete voi, assoluta libertà.

Quando l’allarme entra in funzione, il sistema in automatico salva i 30 secondi prima e i 30 secondi dopo ogni singolo allarme macchina e li mette subito a disposizione dell’interessato.

Chi è l’interessato? Chiunque vogliate voi, dal responsabile della manutenzione al responsabile di stabilimento al titolare, peraltro con la comodità di poter avere dei livelli di accesso diversificati a seconda dall’autorizzazione che ognuno ha ( specifico meglio: magari programmo Prod@eye in modo che il manutentore possa solo riguardare i video ma non li possa cancellare, che il responsabile di stabilimento possa gestire le zone privacy e che il titolare possa fare quello che vuole, così solo per fare un esempio ).

Perché lo paragono al VAR? Facile, perché l’idea è la stessa, andare a rivedere solo ed esclusivamente i momenti più importanti dell’incontro, in questo caso delle fasi di produzione della macchina/linea, e andarli a rivedere immediatamente dopo il fermo macchina.

Proviamo a vederla così: è come se nella pallavolo, nel rugby o nel calcio i sistemi di videocontrollo fossero direttamente collegati al fischietto dell’arbitro.

Solo che Prod@eye ha un vantaggio: In questo momento il VAR ha bisogno di una squadra di persone preparate, di un arbitro che rivede da più angolature l’azione incriminata, valuta e decide in base a quello che ha visto. Poi ci può mettere anche alcuni minuti prima di decidere quali video gli interessano, quali sono utili e quali no ma è la squadra che gli sta dietro che fa tutto questo lavoro; è una mole di lavoro che, alla fine di una partita combattuta, può essere veramente enorme.

Pod@eye è più intelligente: non registra tutta la partita ma solo gli eventi allarmanti ( i falli di gioco ); li mette subito a disposizione dell’operatore ( l’arbitro ) e lo fa da solo ( nessuna squadra, solo Prod@eye, fa tutto lui ) senza andare a selezionare tutti i video, solo quelli dell’evento allarmante. Più rapido e preciso di così non è possibile.

Che limiti ha il Prod@eye? Al momento poca roba: il numero di fotogrammi per secondo è, al massimo di 25, quindi sono 1.500 al minuto e 90.000 ogni ora, se la vostra macchina/linea produce, giusto per fare un esempio, 5.000 pezzi/ora vuol dire che col Prod@eye avrete a disposizione 18 fotogrammi per ogni telecamera per ogni prodotto, se ne collego  due di telecamere ne avrò 36, eccetera. Per il resto quasi nulla a meno che non lo si confonda con altri sistemi ( predittivo, supervisione, realtà aumentata ) ma di questo ne ho già parlato in alti articoli del blog.

E’ per questo che si può affermare senza timore che il Prod@eye è più intelligente del VAR.

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