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Davide Picchi, Area Manager Italia Prod-Eye

Con l’articolo di oggi voglio fare un chiara distinzione tra due novità che sono state presentate di recente per il mercato della manutenzione macchine e lo faccio per evitare incomprensioni sui prodotti.

La prima è la realtà aumentata e la seconda è il Prod@eye, devo fare questa distinzione perché mi capita che i clienti all’inizio confondano i due prodotti/servizi.

Potremmo definire la realtà aumentata (la faccio molto breve giusto per dare una direzione di massima ) come un manuale di manutenzione che spiega a chiunque quello che bisogna fare per risolvere un particolare problema; è come avere sempre a disposizione un grande esperto di un impianto che ti accompagna passo passo nella manutenzione degli impianti. Visto che queste persone sono sempre più rare, occorre affidarsi a questi sistemi.

La realtà aumentata è un servizio bellissimo, lo dico perché ce lo hanno presentato qui in ditta una ragazza  e un ragazzo bravissimi. Ci hanno spiegato come funziona e devo dire che mi ha impressionato, credo che potrei fare manutenzione a un impianto che non ho mai visto nemmeno una volta nella vita ( cercate di capire l’emozione, sono un commerciale, non un tecnico ); certo ci metterei più tempo di una persona esperta ma almeno riuscirei a sistemare un impianto, forse anche complesso e, ripeto, è una tecnologia utilissima e bellissima, solo che il Prod@eye fa un altro mestiere.

Il Prod@eye è la materializzazione della soluzione di un problema che hanno tutti quelli che hanno a che fare con macchine/linee automatiche ossia: hai gli allarmi macchina che ti segnalano anomalie di funzionamento della tua apparecchiatura ( e meno male che ci sono ) e hanno lo scopo di evitare danni gravi al funzionamento della stessa. OK, BENISSIMO, solo che questi dispositivi non rispondono alla domanda più importante: come si è formato il problema ? RIPETO : benissimo che ci siano gli allarmi, solo che gli allarmi non hanno lo scopo di identificare le cause di un problema, ma solo di identificare il problema.

Prod@eye fa un passo in più: posizionando bene le telecamere, ossia inquadrando i punti dove il problema che poi ha fatto suonare l’allarme è stato generato, LUI salva in automatico i 30 secondi prima  e i 30 secondi dopo ogni singolo evento allarmante.Se conosci un po’ la tua macchina/linea sai dove, all’incirca, questo problema può essersi generato; posizioni li tutte le videocamere che ritieni opportuno e le colleghi a un allarme che è posizionato anche in altri posti. A te interessa che quando l’allarme scatta il Prod@eye o possa salvare il video della zona dove il problema può essersi generato.

Prod@eye può avere da 4 a 16 videocamere che puoi collegare agli allarmi macchina come vuoi tu: puoi collegare tutte le videocamere a un solo allarme o collegare più allarmi a una solo videocamera, in mezzo ai due estremi fai quello che vuoi tu.

Prod@eye registra e mette a disposizione a chiunque i video delle cause del problema. Qualche giorno fa siamo andati in una azienda che voleva informazioni sul Prod@eye e ci hanno spiegato la loro situazione: questi ragazzi parlano l’inglese un po’ all’italiana, ossia; sono in grado di affrontare una discussione “leggera” in inglese  anche perché l’inglese non lo utilizzano tantissimo e un po’ si “arrugginisce”. I fornitori dell’impianto sono tedeschi e probabilmente anche per loro è la stessa cosa. Se chiedo a una persona così come si chiama, dove vive e che lavoro fa, tutti i santi aiutano e probabilmente riusciamo anche a fare due chiacchiere, ma spiegare che “il taglio al volo a causa di una camma che non è più in fase non è sincronizzato alla confezionatrice” (giusto per fare un esempio ) forse non è così facile. Con Prod@eye risolvi tranquillamente tutti questi problemi, mandi il video al tuo fornitore di impianti o ricevi il video dal tuo cliente.

I video sono una roba eccezionale, sono condivisibili, sono oggettivi e trasmissibili con estrema facilità. Non occorre spiegare quello che accade in un video. Pensate a Benny Hill a Mr. Bean o a LOL, sono successi planetari perché parlano una lingua internazionale che tutti conoscono naturalmente ossia parlano la lingua delle immagini. Anche Charlie Chaplin o Stanlio e Ollio, o tutto il film muto fino a fine anni 20. Non occorreva il sonoro, erano immagini e per questo erano condivisibili e usufruibili da tutti; Prod@eye fa questo, mette a disposizione di chi ne fa richiesta immagini che si utilizzano per risolvere i problemi.

Tutto qui, se volete rimanere aggiornati sulle novità del Prod@eye, cliccate qui.

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